domenica 24 maggio 2015

Accelerazioni di gravità

 "Se san Cristoforo sorreggeva il Cristo 
e il Cristo sorreggeva il mondo, dimmi: 
dove poteva poggiare i piedi San Cristoforo?"

Per esempio, a leggere questa intervista del segretario generale della CEI, uomo di Bergoglio, si capisce tutta la difficoltà odierna della Chiesa di produrre senso. Si lamenta, tanto per cominciare, che «su questi temi prevale un delirio dell’emotività e un sonno della ragione». Ma, al netto del tentativo tomista di pretendere che la fede poggi su basi razionali, gli illuministi potrebbero ben dire la stessa cosa della Chiesa. L'argomento non è decisivo. Prosegue farfugliando, il segretario generale, ti butta lì che la famiglia non sarebbe tanto "tradizionale" quanto proprio "costituzionale". Come a dire che, visto e considerato che non riesci più ad imporre la supremazia della famiglia tradizionale per via di morale, fai appello alla Costituzione, alla legge dello Stato, che è alla fin fine è prodotto del diritto positivo (quasi una captatio benevolentiae, o un richiamo all'ordine ma per vie sottili). La famiglia tradizionale svolge una sua funzione sociale, dice, di ammortizzatore sociale e soprattutto di "produzione" di futuri esseri umani. Di nuovo, l'argomento non riesce a mantenersi all'altezza delle sue premesse, soprattutto posto di fronte alla forza della tecnica che dimostra con argomenti inoppugnabili che volere è potere. E poi la perla finale, capolavoro d'impotenza argomentativa: 

«La posizione della Chiesa e di qualsiasi persona ragionevole non è quella di negare i diritti delle persone, ma non è che diritti individuali sacrosanti debbano regolare la vita di chiunque, stiamo attenti a forzature che mettono in un angolo la famiglia. Ideologia è rendere assoluta una parte della realtà, farla diventare l’unica visibile. Equiparare realtà differenti. È una realtà che due persone dello stesso sesso possano provare attrazione, simpatia, affetto, il desiderio di un progetto comune. Ma bisogna guardare tutta la realtà». 

Per quale ragione un diritto individuale sacrosanto, proprio perché è sacrosanto, non dovrebbe regolare la vita di chiunque? Contraddizione evidente. Che l'ideologia renda assoluta una parte della realtà è evidente, ma non è un po' risibile questo scagliarsi contro l'assolutismo, questo opporsi a un senso che pretende riempire ogni spazio vuoto della vita dell'uomo, da parte della Chiesa universale ed ecumenica? Di nuovo contraddizioni. Se è poi "una realtà che due persone dello stesso sesso possano provare attrazione, simpatia, affetto, il desiderio di un progetto comune", una volta preso atto di questa realtà, non è legittimo pretendere che venga iscritta a pieno diritto e riconosciuta dal diritto positivo? A meno che non si voglia ritenerla legittima, allora è un altro paio di maniche, allora inutile fare tanti giri di parole.

Tutto questo per dire che la Chiesa non può concedere nulla, perché appena concede e riconosce quel poco, già scivola sul quel piano inclinato che si vorrebbe riportare invece a una perfetta orizzontalità, pura utopia, perché qui entra in gioco la forza attrattiva della modernità (non è proprietà della realtà quella di permanere in uno stato di quiete).