giovedì 8 gennaio 2015

Sujétion

Io non indugerei tanto nell'analogia con il tardo ellenismo, a questo punto rilancerei e punterei piuttosto sulle suggestioni della crociata albigese. Umberto Eco ammette che l'Europa, come nel romanzo dello sdentato, potrebbe un giorno cedere all'Islam se non altro per naturale ricambio generazionale, «del resto è già successo in Asia, i mongoli in Cina, ecc.» È chiaro che tutti i grandi cambiamenti ci terrorizzano, «ma in fondo sarebbe terrorizzante anche immaginare un outlet al posto del Duomo». No davvero. Eccola qui la solita snobberia dell'intellettuale, il disprezzo della banausia, come se il grande problema fosse il consumismo. Poverini, bisogna capirli, noi li bombardiamo coi droni e a loro non resta che il terrorismo, non li giustifico, però li capisco (Massimo Fini). Non ce n'è uno che si salvi, non uno che non si tiri in qualche modo la zappa sui piedi. L'occidente ha una predestinazione alla libertà di pensiero (e cioè non è libero di essere libero, ne ha l'obbligo), ma per un mal inteso senso di onestà intellettuale si sente come in dovere di autopunirsi almeno con una critica per ogni orgogliosa rivendicazione della propria valenza. Vorrei tranquillizzarli, questi intellettuali, siete nel giusto quando vi preoccupate dell'Islam, non dovete espiare con il cilicio, che siano dunque queste le origini giudaico cristiane di cui va cianciando Ferrara ad ogni piè sospinto? «Un atto di intimidazione e di sottomissione che vira verso il cuore dell’occidente giudaico cristiano e delle sue libertà impertinenti». Vaglielo dire ai catari, diglielo a Giordano Bruno. Piuttosto questo è un attacco contro l'occidente ateo e laicista, quello illuminista che non crede nel paradiso, al '68 di Wolinski, quello pieno di figa (e chi l'ha visto mai? Giusto il marchese Fulvio Abbate, beato lui). Insomma, nemmeno se gli tiri un pugno sui denti. Veramente di questo passo il destino è la Soumission, è algebrico. Noi non abbiamo l'obbligo di amare tutti, non abbiamo l'obbligo di salvare tutti, noi siamo l'occidente e abbiamo tutto il diritto di continuare ad esserlo (e un po' di orgoglio, Cristo Dio!).