domenica 25 gennaio 2015

Parafilia della famiglia tradizionale

«Si apra una stagione di donne sottomesse per scelta, felici, libere di servire non da schiave ma da donne che possono avere tutto, e scelgono la parte migliore».

Leggo da wikipedia: «Il bastinado è un metodo di tortura di origine spagnola che consiste nel percuotere le piante dei piedi della vittima con un oggetto duro». Fai felice il tuo uomo, fatti percuotere con un oggetto duro. La donna «impari ad usare i suoi talenti per servire»; l'uomo, al contrario, impari a darsi fino alla morte, perché la sua tentazione è invece «quella della fuga, dell'egoismo, del disimpegno dalla relazione». Diamo allora delle regole precise: mezzora esatta di bastinado e guai a chi si tira indietro sul più bello. Fuor di scherno, qui c'è un discorso serissimo, qui si dice alla donna: occupati della prole, sii l'angelo e la custode del focolare e vedrai quanta felicità, ti potrai specchiare nel ruolo della mamma e tutti te ne renderanno merito, così soddisferai la tua vanitas ma vivendo comunque secondo natura. Per contro all'uomo si chiede - ed è una donna che scrive - assoluta dedizione e fedeltà fino alla morte, nella speranza che gli basti questa specie di geisha per calmare i suoi bollenti spiriti. Ma è uno schema guasto che è già saltato da secoli, a voglia di chiamare in causa il sessantotto e la postmodernità! Rivolgiti a un siculo, per esempio, cattolico barocco, ancestrale custode della virilità latina (basterà anche solo un Buttafuoco), e ti chiarirà il fatto che la famiglia, per carità, importantissima, però l'uomo è cacciatore, la galanteria un'arte e se ci scappa la marachella è sintomo di sana e robusta costituzione, anzi, fa pure bene al matrimonio. Basta all'uomo la sua peculiare safe word (e a voi immaginare quale) per sospendere in un'innumerevole quantità di casi il gioco della mogliettina premurosa e del fedele maritino... ti piace l'ostrica viennese? A me piace more ferarum.