mercoledì 21 gennaio 2015

Avanspettacolo

Non mi indigno più, non mi stupisco più, sono definitivamente guarito dalla malattia del moralismo per cui è da un pezzo che non sono nemmeno più di sinistra e Salvini oggi mi è risultato pure simpatico come co-conduttore di "Un giorno da pecora". Me l'ascoltavo al lavoro con gli auricolari e mi veniva da sghignazzare. Giunto ai limiti estremi della noia e mantenendo il necessario distacco quasi potrei spingermi fino a Razzi se non lo trovassi oltremodo soporifero (intendo proprio la costruzione del personaggio, tanto vale un Pasquale Ametrano). Gasparri invece no, troppo trucido. Affinità assoluta con Feltri, per certi versi anche più libertario di me, sarei come lui se avessi più soldi (ho un'inconfessata passione per il tweed). Fra Cruciani e Parenzo ovviamente Cruciani, l'Howard Stern de noantri, nonostante tocca sorbirsi i pipponi sul sesso, roba già vista, dell'ateo che non sa a cosa attaccarsi e perciò s'attacca al cazzo. Fra i politici va bene Renzi, anche se il bluff è agli sgoccioli, non mi impietosisce Cofferati e tutta l'area minoritaria, i grillini non ne parliamo. Bisogna capire che a guidare la storia sono i fenomeni emergenti, i fatti non intenzionali che scaturiscono olisticamente dalle interazioni intenzionali, se capite questa vivrete più tranquilli.