martedì 6 gennaio 2015

L'intellectuel s'ennuie

La civiltà occidentale è esaurita, sfinita, ce lo dicono gli intellettuali francesi, i quali, in quanto a sfinimenti intellettuali, sono da sempre all'avanguardia. Premetto che non riesco a leggere Houellebecq, la dolente incomunicabilità del tabagista con la piorrea. Ma pare che dalla lettura del suo ultimo libro scaturisca una sorta di parallelismo fra il tardo ellenismo e l'età contemporanea, quel periodo in cui gli stoici e gli epicurei, veri laici dell'antichità, cominciarono a lasciare il passo ai neoplatonici e poi al cristianesimo, il quale si pappò l'Europa in un sol boccone e ne cominciò la lunga digestione destinata a durare un millennio o su per giù. Verrà un giorno, scrive il nostro, in cui il partito dell'Islam moderato sfiderà il Front National e democraticamente conquisterà i cuori e la maggioranza dei francesi; l'Europa, proprio come fu cristianizzata, questa volta verrà islamizzata e nuove speranze, nuova energia, nuovi entusiasmi percorreranno trasversalmente la società europea come un ricostituente iniettato per endovena. L'intellectuel s'ennuie e si dà alla sottomissione, e perché s'annoia dovremmo fare come lui: se mai mi capitasse, messo con le spalle al muro, di dover scegliere fra Islam e Front National, senz'altro sceglierei il Front National, voterei Salvìn, con tutti i peli delle ascelle. Ci mancava solo la sindrome di Stoccolma.