domenica 4 gennaio 2015

Oṃ

Ho scelto l'ascesi, mi ha scelto lei. Attaccarmi troppo alla vita, farmi sballottare dai flutti delle pulsioni non è proprio cosa che fa per me, guardarla invece da lontano, con un certo distacco, mi restituisce serenità, la visione d'insieme il senso e la posizione. Mentre lavi i piatti, il suono dell'acqua che scorre come cascata su monte Hyjal, lo Svelto Azione Anti-Odore Aceto & Limone Verde come profumo di bergamotto su colline di Radaluna. E mentre sgrassi pentole con movimenti automatici della spugna (dai la cera, togli la cera), la mente penetra la materia e buca la prima e la seconda parete, si avvicina al noumeno, quasi puoi sentire sotto le dita le repulsioni elettromagnetiche, il collasso delle singole funzioni d'onda, almeno fino a quando non ti si fredda l'acqua e capisci che non si formeranno mai abbastanza micelle per sperare di sgrassare anche la pentola del brodo. Se non puoi sgrassare la pentola del brodo puoi scegliere di percorrere due vie. Quella occidentale: rifai l'acqua e raddoppi la dose di detersivo. Quella orientale: accetti che al mondo possa esistere una pentola non perfettamente sgrassata, pensi alle pentole di Biratnagar del distretto di Morang nel Nepal sud-orientale e te ne fai una ragione.