sabato 10 maggio 2014

Vedo una parte della tradizione marxista, nelle sue varie forme più o meno scialacquate, inseguire il sogno di un nuovo umanesimo impugnando il grimaldello del movimento cinque stelle credendolo il più adatto a mettere un freno alla bestia capitalista. Le infinite parrocchiette sopravvissute alla rovina della chiesa comunista fanno una gran fatica a convincere gli accoliti che non è quella la via maestra, magari stigmatizzando questa o quella sparata di Grillo e mostrando come sia in contrasto con la dottrina, ma oramai è tempo perso, dati alla mano, si vede bene come il popolo ha già deciso a che santo votarsi, così come un gran numero di artisti, poeti, santi e navigatori del movimentismo perpetuo. Ovviamente la partita non è del tutto chiusa, che la gloria del mondo è passeggera e gli epocali mal di pancia del popolo così poco prevedibili, ma in questo momento è così. Anzi, c'è perfino una parte di elettorato la quale, pur avendo deciso di rimanere fedele alla linea risolvendosi per la lista Tsipras, si sente come in dovere di giustificare la sua scelta, come se l'eresia fosse la sua e non già quella grillina, contraddizioni di un umanesimo che si trova sempre più a corto di fiato e di prospettiva.