lunedì 26 maggio 2014

"Io e il PD al 40%"

Sotto sotto percepivo che il Renzi fosse l'ultima faccia spendibile (e l'unica accattivante) del PD, ma la vittoria con percentuali bulgare, pur al netto dell'astensionismo, nessuno avrebbe potuto immaginarlo. Mi ero fatto prendere dalla sindrome del giaguaro smacchiato, mi pareva di vedere Grillo al ventotto per cento e il PD mestamente a ruota. Dunque la forza di Renzi starebbe in questa sua innata capacità di far entrare il vuoto in risonanza e rianimarlo, renderlo traboccante di palpabili suggestioni (sembra pagare la scelta di palese e manifesta accettazione delle leggi del mercato a scapito del socialismo asfittico della vecchia guardia, non combattere il mercato ma tentare di abitarlo, la conquista del nord sta lì a testimoniarlo. Dalla sua mutazione genetica il PD ha tutto da guadagnare). Ora sarà interessante capire quanto riuscirà a mantenersi all'altezza del suo incantesimo da qui fino alle politiche (perché bisognerà pur andare a votarlo questo governo e non per interposta elezione, dicono usi così in democrazia).

Qualcuno dice: ma il PD per stravincere ha dovuto snaturarsi. Ma è proprio questo suo mutamento antropologico a sostenerne l'exploit, l'abilità del Renzi sta proprio in questa sua leggerezza, nel sapersi reggere su pilastri di cartone come fossero di granito.

(e stavolta D'Alema aveva capito tutto).