sabato 10 maggio 2014

  Mario Adinolfi su twitter “una zoccoletta”

A proposito di lista Tsipras. Grande scalpore, come saprete, ha suscitato quel bikini galeotto, interpretato dai più come un segno dell'inevitabile arresa della sinistra alle logiche mercimoniali che vogliono il corpo delle donne sfruttabile a piacere come un mezzo per raggiungere i più svariati scopi. Ma io mi ricordo invece una sinistra di tradizione libertina, atea e materialista (sul modello di quella francese) che della nudità del corpo faceva una bandiera contro le paludate logiche della moralità borghese. Qualcuno dirà: Berlusconi ci è entrato dentro (in tutti i sensi). In realtà il sessantottismo viene prima del berlusconismo (e qualcuno ci vede pure una contiguità ontologica), per cui se "il corpo è mio e me lo gestisco io" appare più che legittimo servirsene per la causa che di volta in volta si ritiene più giusta. Sul portato rivoluzionario del corpo la sinistra ha smarrito la bussola, per sbarazzarsi di Berlusconi s'è dovuta talmente caricare di moralismo che di fatto le parti si sono invertite e i rivoluzionari di ieri si sono tramutati nei moralisti di oggi. Insomma, la signorina Bacchiddu, che tutto il portato ideologico della liberazione sessuale ce l'ha nel suo DNA e del suo bikini giustamente andava fiera, s'è dovuta beccare della "poco di buono" da un giocatore di poker, un giocatore di poker moralista, una cosa inaudita e ammissibile solo in questo tempo di estrema debolezza della categorie concettuali.  

“Non mi fare la permalosa per una battuta. Hai provocato per ottenere attenzione. Ti ho aiutato ad ottenerne”. (tu zoccola, io lenone).