mercoledì 23 aprile 2014

Mi sfugge sempre una cosa nelle visioni che si vogliono dire post-capitaliste e cioè: che cosa dovrebbero perseguire le imprese se non il profitto? Certo, superata l'economia di mercato, superata anche l'idea di impresa. Così come Tommaso d'Aquino mai si sarebbe potuto immaginare un mondo industrializzato, così noi difficilmente ci potremmo fare un'idea di un mondo completamente liberato dal paradigma capitalista, ma nulla vieta che un giorno lo sia. Un panettiere produce il pane per farci dei soldi, la passione che ci mette è secondaria, tanto più che se lo fai per una vita prima o poi ti verrà a noia. Fare il pane per il solo altruismo sarebbe qualcosa di bellissimo ma non so se funzionerebbe, il diavolo si nasconde nella filiera, per non dire del fatto che senza una vera necessità alle spalle anche le più buoni abitudini tendono a scemare. A volte mi viene da pensare, ma giusto così, una pazzia, che per superare davvero la logica del profitto servirebbe una diavoleria moderna, di quelle che spuntano ogni tanto dal cappello degli scienziati, un materializzatore automatico di beni di consumo. Utile, universale, semplice da usare, alla portata di tutti, nemmeno sugli Urania si è mai visto qualcosa di simile. In pratica qualcosa che renda obsoleta la stessa struttura produttiva, un materializzatore universale di ricchezza, cosicché nel momento stesso in cui lo si è generato nemmeno l'inventore saprebbe trarne profitto, poiché ad ogni consumatore sarebbe possibile trarne uno equivalente. Pura fantascienza.

E questa sarebbe la via "crescente", ma ce ne sarebbe anche una decrescente: il giusto metro, il moderato consumo dei beni, così da spegnere sul nascere l'ansia di profitto. Invece di comperare due panini se ne compri solo uno e i panettieri adeguino la produzione di conseguenza. Mezza farina, mezzo sale, mezzo olio, mezzi campi coltivati e una doppia superficie riconvertita a parchi naturali. Pensate sia possibile? Io penso di no, in questa logica vi è un surplus di intento morale che mai potrà sovrastare il desiderio di carattere materiale. La macchina non si ferma, lanciata in picchiata a tutta velocità nessuno si illuda di rallentarne la corsa, si tratterà casomai di raccoglierne i cocci (se mai ne resteranno).

Questa è una tazzina di caffé, presa in un bar. Tu sai quanta ingiustizia, quanta disuguaglianza e sperequazione ti stai trangugiando con il semplice atto di portartela alle labbra? Verrà un giorno che l'allegro samambaiano attraverserà i vasti oceani con il sorriso sulle labbra e il vecchio benzinaio caricherà 800 tonnellate di HSFO nei serbatoi della nave fischiettando una milonga, la ricerca del profitto sarà un lontano ricordo e il pulitore di stive ricambierà con un saluto di cortesia al nostro preferigli un crodino.