sabato 26 aprile 2014

C'è troppa acredine nei confronti di Renzi così come ce n'era nei confronti di Berlusconi, acredine rivolta verso l'habitus mentale e anche verso la persona, intesa come legittima proprietaria del suo habitus. Dalla mia privata prospettiva hegeliana inviterei a considerare queste figure come eroi comici e cioè Renzi come Resultat o ultima incarnazione in ordine di tempo di un certo movimento globale della politica e cioè l'approdo verso una sempre più puntuale adesione alla tarda post-modernità, ora intesa come “ammodernamento” ora come “svecchiamento”, adeguamento a istanze che si vorrebbero dire concrete più che ideologiche. Comici in quanto il “concreto” di cui si vorrebbe essere paladini si riduce di fatto ad una serie di pose da innovatori che non vanno quasi mai aldilà della forma, essendo che nessuno pare abbia la benché minima idea di cosa sia necessario fare per raggiungere un qualsivoglia risultato “concreto”, le grandi riforme economiche si risolvono puntualmente in grandi partite di giro che non danno il la ad alcun meccanismo virtuoso. Vittime dei tempi più che precursori, prodotti più che produttori, istrioni e interpreti della comédie intenti a reggerne il senso cercando di alimentare quanto più possibile l'illusione di un sempre più nuovissimo rinnovamento. Grillo attende sornione all'incasso, nuovo tassello del movimento dialettico fino alla fase successiva e così via (in questo senso le vicende politiche di un paese intese come pencolamento infinito fra incanto e disincanto).