giovedì 3 aprile 2014

Io penso, e già "io penso" è meglio di "io credo", che ogni congiuntura storica che ci appare come immutabile sia in realtà diveniente e che basti pazientare per assistere al cambiamento, quindi attenda chi vuole assistere alla fine di un qualsiasi "-ismo", secondo il proprio gusto e la propria sensibilità. Certo, il tutto è proporzionato alla durata di una vita, per cui i molti che non hanno potuto assistere alla staffetta Renzi-Berlusconi si saranno certamente persi questo gran pezzo di storia patria, ma che ci volete fare, in genere la fine della vita tende a coincidere con la fine della storia (altro che Fukuyama!). Può davvero la volontà dei pochi travolgere la volontà dei molti e diventare dominante? Dipende dalle condizioni. Ma cosa sono le condizioni, appunto, se non quei fattori ai quali siamo subordinati e che di fatto guidano la nostra volontà piuttosto che adeguarvisi? Non voglio fare il professorone, sarei fuori moda, ma penso che questa cosa della "libera volontà" sia un po' la grande consolazione dei contemporanei, la più pia delle illusioni, la più verde fra le foglie di fico, pensarsi liberi di agire è un po' come innamorarsi, da un senso alla vita.