domenica 13 aprile 2014




La mia grande onestà intellettuale, voi lo sapete, mi imporrebbe di stare dalla parte di chi vuole una Chiesa più tradizionalista, ritenendo questa la posizione più coerente. Fossi stato credente mi sarei speso in panegirici aristotelici e tomisti, mi sarei appellato alla figura del Cristo redentore e avrei cercato di mostrare come questa si fosse già affacciata nei tratti del platonismo e in certi vezzi dell'epicureismo, sì, l'Epicuro cristiano*, tanto per epater le bourgeois. Proprio non sta bene che la Chiesa da un lato si metta a frignare sulla dittatura del pensiero unico e dall'altra si cali le brache e si metta ad inseguire la modernità per puro calcolo di marketing. E' da secoli ormai che la Chiesa si adatta al gusto della clientela più che imporne uno suo proprio e anzi sorge il dubbio più che fondato che la Chiesa sia da sempre e necessariamente un'entità storicamente situata. Lo avrete notato, per venire incontro al gusto della clientela non si parla quasi più del Demonio e il male del mondo viene generalmente attribuito alla cattiva volontà degli uomini. Non si fanno più reliquie dei santi, non si smembrano più cadaveri, mai vedremo esposte le teste imbalsamate dei santi di fresca nomina. Il cadavere di Santa Caterina da Siena, patrona d'Europa e d'Italia, è sparso per mezzo continente, un piede qui, una tibia là, un tempo usava così. Oggi farebbe orrore donare al monastero di Wadowice anche solo un orecchio di Wojtyla. E' un bel paradosso che oggi debbano essere gli atei ad insegnare alla Chiesa come si fa o come si dovrebbe fare, Ferrara ne è l'esempio, come un prete che ai corsi prematrimoniali fosse costretto ad insegnare agli sposini pigri le posizioni del Kāma Sūtra. Questi sono i tempi.

«Se voi cristiani vi preoccupaste di Dio tanto quanto 
me ne preoccupo io che sono ateo, sareste tutti santi».

 (Michelangelo Antonioni)