venerdì 11 ottobre 2013

Sono triste. Mi è rimasta la cena sullo stomaco, ho finito l'effervescente e il bicarbonato è scaduto. La morte si avvicina inesorabile e io non ho combinato niente nella vita. Scomparirò, non lascerò traccia di me e se anche la lasciassi a che mi servirebbe? L'unica consolazione è che moriremo tutti, non crediate di scamparla. L'amore? Un apostrofo rosa fra le parole "sei morto". In certe condizioni di spirito, stremato dalla spossatezza, l'evidenza della morte mi sembra ancor più salda dell'evidenza della vita. Questo attimo di infelicità era da sempre destinato a scaturire in me in questo istante, e sempre sarà e ritornerà ad essere, eternamente. Che inculata.