giovedì 17 ottobre 2013

Ho abbandonato in questo periodo la cura per le cose del mondo, vivo una sorta di esperienza mistica, nel senso di esperienza dei misteri che avvolgono la vita. Da questa torre eburnea in cui ho trovato dimora di tanto in tanto mi giungono però gli echi di questioni più terrene, quali, ad esempio, l'intervista di Scalfari a Bergoglio. Vi ho mai raccontato di quando andavo in chiesa? Ero piccolo, mi ci portava una vicina di casa, la Signora Giovanna. E c'era un bambino che ogni volta sfuggiva alla madre e scorrazzava in lungo e in largo per l'altare urlando in modo inopportuno, come solo i bimbi sanno fare quando non sono edotti sulle questioni liturgiche, mettendo mano alle candele e disturbando i chierichetti, insomma, combinando un sacco di guai. Il prete non diceva niente e io mi vergognavo come un cane per lui, per quel bambino che di certo non si vergognava. Ecco, io sono nella condizione oggi di vergognarmi per Scalfari e Bergoglio, anche se di certo loro non si vergognano. 

Dice Francesco rivolto a Mazzini, cioè a Scalfari: "Si domanderà certo, come tutti, chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo. Se le pone anche un bambino queste domande. E lei?". Io, da bambino, queste domande non me le ponevo e qui potrebbe insorgere una nevrosi se non fosse che a parlare è Bergoglio, vale a dire niente.

Risposta di Scalfari: "Le sono grato di questa domanda. La risposta è questa: io credo nell’Essere, cioè nel tessuto dal quale sorgono le forme, gli Enti." [...] "L’Essere è un tessuto di energia. Energia caotica ma indistruttibile e in eterna caoticità. Da quell’energia emergono le forme quando l’energia arriva al punto di esplodere. Le forme hanno le loro leggi, i loro campi magnetici, i loro elementi chimici, che si combinano casualmente, evolvono, infine si spengono ma la loro energia non si distrugge. L’uomo è probabilmente il solo animale dotato di pensiero, almeno in questo nostro pianeta e sistema solare. Ho detto è animato da istinti e desideri ma aggiungo che contiene anche dentro di sé una risonanza, un’eco, una vocazione di caos."

Sopra una base di Schopenhauer stendete un velo di Nietzsche stemperato in soluzione heideggeriana, guarnite a piacere con abbondanti dosi di pensiero scientifico più una spruzzatina di Maxwell e Mendeleev e scagliettine di pensiero vagamente greco, et voilà, eccovi servito il vostro materialista. Le riflessioni filosofiche di Scalfari devono essersi fermate alla quarta liceo e ad approfondite letture delle dispense di Focus seduto sulla tazza del water. Ora, la domanda è questa: possiamo noi immedesimarci e palpitare per interlocutori si mediocri? La risposta è ovviamente no.

("Da quell’energia emergono le forme quando l’energia arriva al punto di esplodere". Cos'è, un riferimento al Big Bang o forse alla fluttuazione quantistica dei campi elettromagnetici, oppure alla radiazione di Hawking o allo scoppio del Grande Raudo da cui tutti noi proveniamo? Non si sa, non ci è dato sapere).