martedì 15 ottobre 2013

La filosofia sarebbe capace di dare all'animo quel torpore e quella possibile noncuranza che ho detto essere piacevole. Ma come questa benché assopisca la speranza, nondimeno in fondo la contiene, anzi talvolta l'accresce, mediante lo stesso non curarsi di nulla, e la stessa disperazione, così la filosofia che per se stessa spegne del tutto la speranza, non può cagionare all'animo uno stato piacevole, se non essendo una mezza filosofia, ed imperfetta (qual ella è ordinariamente), o quando anche sia perfetta nell'intelletto, non avendo influenza sull'ultimo fondo dell'animo, o rinunziandoci avvedutamente essa stessa (26 settembre 1821).

Giacomo Leopardi.


Supponi che la natura ti dica: "Questi mali di cui ti lamenti sono uguali per tutti; non posso darne a nessuno di più intollerabili, ma chiunque vorrà se li renderà più tollerabili."
In che modo?
Con l'Imperturbabilità.
E bisognerà che tu soffra e patisca la sete e fame e invecchi (se ti toccherà di rimanere a lungo fra gli uomini) e ti ammali e ti consumi e muoia. Tuttavia, non c'è ragione di credere a quelli che gridano intorno a te: nessuna di queste cose è un male, nessuna è insopportabile o penosa.
Fanno paura perché tutti dicono che fanno paura.

Seneca. Lettera a Lucilio, 91, 18-19