domenica 20 ottobre 2013

Credo in un solo Dio, la Natura, Madre onnipotente, generatrice del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, l'Uomo, plurigenito figlio della Natura, nato dalla Madre alla fine di tutti i secoli: natura da Natura, materia da Materia, natura vera da Natura vera, generato, non creato, della stessa sostanza della Madre.
Credo nello Spirito, che è Signore e dà coscienza della vita, e procede dalla Madre e dal Figlio, e con la Madre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti dell'Intelletto.
Aspetto la dissoluzione della morte, ma non un'altra vita in un mondo che non verrà.

(Piergiorgio Odifreddi, Il mio credo, da Il matematico impenitente)

E' in un certo senso rivelatorio che Odifreddi si dica più convinto dell'esistenza della "Natura Madre onnipotente" che delle camera a gas. Oddio, dai e dai, a forza di istillare dubbi, anch'io potrei cominciare a pensare che Primo Levi fosse un agente del mossad foraggiato dalla lobby sioniste. Ma siccome ho troppo rispetto per Levi personalmente penso che rimarrò della mia opinione. Fermo restando che sui poveri nazisti sono piovute nel corso degli anni forse critiche eccessive, è risaputo che in occasione della pasqua ebraica i kapò distribuivano doppia razione di gallette non lievitate su ordine diretto di Himmler, Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Aquila Tedesca. Ma passiamo oltre.

Aspetto la dissoluzione della morte, ma non un'altra vita in un mondo che non verrà.

Amen. Il materialista impenitente solitamente ci tiene a rimarcare questa impossibilità della vita oltre la morte, perché il suo nemico è la chiesa che promette l'aldilà e per farle uno sgarbo volentieri si tira la zappa sui piedi. Però vorrei far notare a Odifreddi una cosa: ma se Madre Natura è davvero così onnipotente, vuoi che nella sua infinità magnanimità non abbia un occhio di riguardo per il suo più affezionato profeta dell'Intelletto? Il quale le ha dedicato pure una lirica si deliziosa... Io credo che vi sia una qualche speranza di salvezza.

Per ribadire tutto il mio sdegno nei confronti di Odifreddi oggi mi accingerò a dare fuoco alla mia copia di Il diavolo in cattedra.




***


La mia copia di Il diavolo in cattedra è salva, posso testimoniarlo e lo farò. Leggo saltuariamente Grasso, ma è vero, mi ha ispirato lui, sono il suo pappagallo ma lui non lo sa. Il punto è che l'intendimento era ironico e se a qualcuno venisse in mente di bruciare davvero quel libro non potrà che testimoniare la sua propria idiozia. Tanto per chiarire: il testo cui si fa riferimento è questo, tratto da Ilfattoquotidiano, che pure solitamente non leggo ma ne fornisce una precisa testimonianza. In esso è incluso il passaggio incriminato:

Non entro nello specifico delle camere a gas, perché di esse so appunto soltanto ciò che mi è stato fornito dal ‘ministero della propaganda’ alleato nel dopoguerra, e non avendo mai fatto ricerche, e non essendo uno storico, non posso fare altro che ‘uniformarmi’ all’opinione comune; ma almeno sono cosciente del fatto che di opinione si tratti, e che le cose possano stare molto diversamente da come mi è stato insegnato.

Cosa significa esattamente essere coscienti "del fatto che di opinione si tratti e che le cose possano stare molto diversamente da come mi è stato insegnato"? E' esattamente quel "molto diversamente" che getta un'ombra di ambiguità sull'argomento. "Molto diversamente" significa forse che non solo le camere a gas sarebbero il frutto della propaganda alleata, ma anche i campi di sterminio e la caccia stessa agli ebrei? Sarebbe invece "poco diversamente" se solo quelle stesse camere a gas non fossero esistite? Non è un argomento condotto secondo regole chiare, è questo a stupirci, e il primo sono io, che su quel libro - ribadisco, ancora "vivo e vegeto" - ho approfondito i fondamenti della logica.

***

Ecco la prova. E mi scuso con il signor Odifreddi se l'ho fatto arrabbiare.