martedì 2 giugno 2015

Violino tzigano

Proprio oggi ne parlavo, dicevo: se fossi io il presidente del consiglio agirei d'anticipo su Salvini e mi incaricherei dei campi rom sfilandogli l'argomento da sotto i piedi. Spetta oggi ad Alfano in qualità di ministro degli interni fare la voce grossa, ma resta il fatto che al netto del solito teatrino non ho mai compreso bene sulla base di quali diritti umani dovremmo in effetti tollerare la presenza di riserve indiane abusive la cui principale attività è la gestione del racket degli elemosinieri - personaggi da circo Barnum che fanno mostra delle loro deformità, vere o presunte, per spillare qualche soldo ai passanti - e la ricettazione di auto rubate. Non ci trovi Manrico, il trovator cortese, né Azucena la zingara della Biscaglia nei campi rom, tanto meno la Carmen di Bizet, è invece tutta una Gomorra che però non trova un suo Saviano. Allora io dico: il miglior alleato di Salvini è il caos attuale, il lasciare che tutto vada in vacca, con la certezza, al netto dei proclami in pompa magna sull'onda di questo o quel fatto di cronaca, che nulla in effetti cambierà. (non è olocausto, non è discriminazione razziale, così vale per i camorristi come per lo tzigano dall'aria triste e appassionata).