domenica 14 giugno 2015

«Una roccia contro la quale la corrente s'infrange»

Non ero ancora arrivato al libro quarto del «Mondo» e potete immaginare lo stupore nel leggere quelle stesse cose che un po' fumosamente mi erano venute da pensare qualche tempo fa. Il nostro amico, ça va sans dire, non solo le spiega più chiaramente ma pure con un certo stile.

"Nessun uomo è mai vissuto nel passato, nessuno vivrà nel futuro: solo il presente è la forma di ogni vita. [...] Il presente è sempre qui, insieme al suo contenuto: l'uno e l'altro rimangono fermi senza vacillare, come l'arcobaleno sopra la cascata. [...] Certo, se torniamo col pensiero ai millenni che sono trascorsi, ai milioni di uomini che sono vissuti in essi, vien da chiedersi che cosa furono, che cosa sia accaduto ad essi - Ma noi dobbiamo invece richiamare il passato dalla nostra vita e farne rivivere le scene nella fantasia, e poi chiederci nuovamente: che cosa è stato di tutto questo? Che cosa ne è accaduto? - Ciò che è accaduto alla nostra vita è accaduto anche alla vita di quei milioni di uomini. O dovremmo forse pensare che il passato, per il fatto di essere stato suggellato dalla morte, ottenga una nuova esistenza? Il nostro proprio passato, anche quello più prossimo, quello di ieri, non ha maggior consistenza di un sogno insignficiante della fantasia, e la stessa cosa accade al passato di tutti quei milioni di uomini. [...] Solo il presente esiste sempre e perdura immutabile."

E quindi, sulla sensazione di poggiare sopra la freccia del tempo come su un tapis roulant, e cioè di non essere noi a muoverci nel tempo ma viceversa:

"Possiamo paragonare il tempo a un cerchio che gira incessantemente: la metà che sempre discende sarebbe il passato, quella che sale il futuro; e il punto indivisibile superiore, che tocca la tangente, sarebbe il presente senza estensione: come la tangente non ruota assieme al cerchio, così neanche il presente [...] ruota insieme al cerchio del tempo. O anche: il tempo somiglia a una corrente inarrestabile, il presente a una roccia contro la quale la corrente s'infrange senza tuttavia trascinarla via con sé."