giovedì 30 aprile 2015

Forma e sostanza

Ne discutevo oggi con Luigi: stiamo scivolando verso una dittatura mascherata, finiremo come la Bielorussia? Questo non credo. Che ci sia in questo momento una posizione dominante di Renzi è evidente, ma questo principalmente per la pochezza degli avversari, una situazione che paragonerei a quella dell'Inter nella stagione della retrocessione della Juventus in serie B, Juventus che pure oggi è ritornata a stravincere e Inter che per contro è ritornata a straperdere (il paragone calza a pennello). Quella di Renzi non la vedo cioè come un'egemonia tale da impedire la riorganizzazione e la futura affermazione dell'avversario, Renzi sta semplicemente sfruttando il momento, ha sottratto certe prerogative al berlusconismo e gli ha tolto il terreno da sotto i piedi, Salvini per contro è ancora troppo debole, Grillo non ancora abbastanza forte, ma non ce la vedo una fine della storia, tutto sta a trovare la chiave giusta. Se la democrazia è garantire una possibile alternanza, allora ci siamo, ma a questa alternativa si dovrà pur dare il tempo di riorganizzarsi. Poi io penso che la democrazia oggi si trovi svuotata non tanto da Renzi quanto dalle stringenti necessità del sistema economico e finanziario con le quali si trova a fare i conti, il nostro è un caudillo da strapazzo al cospetto dell'enorme forza di dissuasione della tecnocrazia. A questo punto però mi piacerebbe capire cos'è democrazia per Luigi, quando possiamo sostanzialmente esserne certi, quando da forma ridiventa sostanza.