martedì 11 novembre 2014

Sindrome del distacco

Quaggiù, nel rutilante mondo dei fenomeni (da baraccone), ci tocca ricorrentemente occuparci anche di Renzi e allora io dico che non è un difetto il suo non essere di sinistra, ma casomai, e bisogna ricordarlo senza timore di stancarsi, il suo principale difetto sta nel ballismo e se vogliamo in un certo bullismo sbombone [s.m., di chi racconta grosse fandonie o fa vanterie esagerate] e un po' smargiasso. Eppure, e qui bisogna dirlo per amor di verità, le sue sono fandonie in buona fede, effuse al solo scopo di diffondere entusiasmo e ottimismo fra la gente. Lo farebbe per una nobile causa, insomma, un cambiamento di paradigma equivalente al craxismo e nondimeno al berlusconismo, non è una cosa grave, è la tendenza fondamentale del nostro tempo. Quello che mi fa più sorridere sono piuttosto i contorcimenti e i patimenti dei compagni che si vedono soffiare la loro idea di mondo per l'ennesima volta e forse definitivamente. Coraggio, compagni, si può superare questo sentimentale attaccamento alla sinistra, riponete il peluche in una scatola*, in caso contrario, continuate pure ad angustiarvi, se così vi piace...

* Civati è il paradigma, Civati sembra anteporre il problema di rimanere di sinistra a qualsiasi altra valutazione, come se l'essere di sinistra fosse per lui quell'ente supremo dal quale non può che scaturire pace e bene, progresso e prosperità, automaticamente ma senza indicarci bene il come (intanto rimaniamo di sinistra, poi si vedrà). Se ne va, non se ne va, esce dal partito, ne fonda un altro, sta con Vendola, non sta con Vendola, non si capisce bene cos'è e che cosa vuole fare, non diffonde ne entusiasmo ne voglia di stupire, ci si domanda se sia di qualche utilità.