domenica 2 novembre 2014

Andrea Sperelli

Ricordare che la libertà non è che la decisione di adeguarsi al destino più gradevole, di scegliere la costrizione più piacevole, perché è il principio di piacere che guida i giudizi attorno al senso del bene e del male, per cui una verità è buona non perché è tale ma perché al suo sostenitore piace più di qualsiasi altra. La scelta stessa, o la decisione, non è dunque libera ma vincolata al piacere che se ne ricava, il quale la domina e la precede nel suo sviluppo. Questa verità mi piace pur nascondendo nella coda qualcosa di spiacevole, non è detto che possa durare.