giovedì 18 settembre 2014

Domanda retorica

Perché, mi domando, l'abbozzo di un mondo nuovo deve sempre passare da una lettura marxista o paramarxista della realtà, vedasi la paccottiglia sinistroide spacciata per avanguardia dai cosiddetti 'giovani' del movimento cinque stelle? Un marxismo talmente frusto e mal digerito che dilegua oramai nel complottismo pluto-massonico e nei sogni bucolici della decrescita felice o della vita comunitaria, a metà strada fra il kibbutz e il falansterio. C'è in molti una sorta di pigrizia, di indolente neghittosità mentale per cui chi accoglie entro di sé il richiamo della rivolta sociale nella speranza di un personale ribaltamento esistenziale si ferma volentieri sulla soglia del marxismo, vere colonne d'Ercole, come abbacinato da tanta possibilità di riscatto e spende solitamente il resto della sua vita a rigirarci intorno come risucchiato dal maelström (metteteci pure lo spettacolo indecoroso dei disillusi che si danno invece alle letture alternative di Nietzsche tirandolo per la giacchetta in funzione postmoderna e sessantottina). C'è dell'altro.