lunedì 14 luglio 2014

Nel tempo che a noi serve per varare la riforma del Senato la Cina sarà cresciuta di un punto di PIL. Guai a chi tocca il Senato, per carità! E intanto pure il Vietnam si riorganizza per farci le scarpe (letteramente). Ma voi che nella riforma del Senato ci vedete un pericolo per la democrazia, ma non vi rendete conto che la democrazia, in sé, non è in grado di garantire alcunché? Ci vorrebbe un consesso di cervelloni che ne capisse veramente di economia, magari pescati all'estero, visto che in quanto membro del Bilderberg Monti non è parso poi così brillante (a meno che la sua missione non fosse proprio quella di affossarci definitivamente per conto dei Rothschild). Che futuro può avere un paese in cui per varare una riforma, ammesso e pure concesso che sia in grado di incidere positivamente, occorre prima convincere le ritrosie di almeno una dozzina di movimenti e scuole di pensiero? Abolirlo definitivamente, bisognava, che tanto per rovinare un paese basta e avanza una camera sola.