venerdì 27 settembre 2013

Non solo il capitalismo è cattivo ma anche la civiltà della tecnica, non si dibatte d'altro. La tecnica che ci rende numeri, la tecnica che ci vuole oggetti, la tecnica che ci rende macchine e che in ultima analisi toglie ai filosofi la prelazione sulla guida del mondo. Ma come? Dio è morto e quando finalmente sembrava (ri)giunto il tempo dei filosofi, che hanno pazientato secoli perché Dio era lungo a morire, ecco che arriva la tecnica e li scalza dal podio, si fotte il parcheggio, capirai l'incazzatura. ("Suonan le campane, sarà Dio che è morto?" E mia madre: "Non c'era sul giornale!"). Ascolto Galimberti è sembra che la tecnica gli abbia rigato la macchina, Vattimo invece continua a vedere ovunque restrizioni della libertà ontica tanto che oltre a Dio bisogna ammazzare anche la Verità. L'Essere Eterno è un'invenzione dei greci venduta agli americani che oggi controllano le Nazioni Unite e che vogliono la TAV. Questa TAV è diventata un'ossessione, bisognerà pur lasciare una nota ai filologi di domani, altrimenti crederanno che stia ad identificare qualche divinità corruttrice del cielo e della terra (e io che pensavo che la politica ci sminuisse...). Inoltre, non c'è argomento, osservazione o filone logico che fondi le sue radici nell'antica Grecia che non conduca a una conclusione men che mai politica, ceterum censeo Carthaginem esse delendam, che sia la tecnica o il politico di turno, come se tutta la secolare e potentissima artiglieria filosofica fosse ridotta oggi a convergere sui vari Letta, Alfano, Berlusconi, Renzi, Scalfari e Badoglio (Bergoglio). In Platone era già presente una critica al consumismo, Marx aveva già previsto i velini. Io dico che è uno spreco di munizioni.