martedì 17 settembre 2013

Dicevo stamane su twitter: ora che la Concordia l'è drizza si potrebbe perdonare Schettino o quantomeno concedergli le attenuanti. In fondo, cosa ci dice il dato fenomenico? Ci dice che l'incidente è oramai solo un ricordo e quindi converrete che il ricordo dell'incidente non può essere l'incidente stesso. Dunque, se vogliamo indugiare all'interno del sentiero della notte allora andiamo pure incontro alla grande follia dell'occidente, ma se lo collochiamo dentro il sentiero del giorno, pulito e sbarbato, con due gocce di aqua Velva a rinfrescargli il decumano volto, be', si tratta pur sempre di un uomo, un nostro simile, un testimone dell'apparire degli eterni, nientemeno. Si appelli a Strasburgo, si butti in politica, firmi i referendum, faccia qualcosa. Quello che voglio dire è che o la linciavamo subito, sul posto, o niente, l'attimo è fuìto e adesso ciccia. Dico, ha pure un bel culo. Comandante, lasci passare qualche mese, soprattutto a Concordia smantellata, e vedrà quanti si faranno avanti a capo chino e le perdoneranno la svista, fra un paio di millenni dubito persino che possa rimanere nella memoria una qualsiasi traccia del naufragio, lo lasci fare, il tempo è galantuomo.

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Orgogliosi di essere italiani? L'eroe di giornata era sudafricano. Sì, però viti e bulloni erano nostri, i bulloni dell'Ansaldo. E vada per i bulloni. Non vorrei qui fare l'antipatico proprio ora nell'ora del trionfo ma se consideriamo anche il crollo della torre dei piloti di Genova perdiamo 2-1 in casa e abbiamo appena accorciato le distanze.