lunedì 23 settembre 2013

A noi, grandi pensatori del nostro tempo, sono oggi concessi piccoli obiettivi senza scopo, quali, ad esempio, darsi da fare per tenere in piedi la baracca e per baracca s'intende un appartamento in affitto, pantaloni dell'OVS e forniture del Carrefour. Sto spiluccando qua e là qualche video postato su Youtube, mi sto aggiornando sullo stato dell'arte del dibattito filosofico italiano e devo constatare che siamo ancora fermi a problemi essenziali quali il superamento del capitalismo, inteso come panacea di ogni male, dal costo delle zucchine alla questione meridionale, dall'idolatria delle merci alla farfallina di Belèn, dalla mania per i piedi alle tendenze suicide. E' etico possedere uno smartphone? Socrate non ne possedeva. Riguardo al capitalismo non è ben chiaro l'approdo, non è ben chiaro come riconoscerne, eventualmente, la fine. Alcuni si limitano a vagheggiare il superamento dell'egoismo e dell'avidità privata, altri suggeriscono la moderazione come freno alla malattia del consumismo infinito. Allo scoccare della mezzanotte il capitalismo è morto. E' etico bere Coca-Cola? Socrate beveva cicuta. Persino la merce non sarà più alienata, questo mio paio di pantaloni dell'OVS non sarà più freddo e impersonale, confezionato in milioni di esemplari a milioni di chilometri di distanza da una povera vietnamita ridotta in schiavitù, ma sarà progettato qui sotto i miei occhi, a chilometro zero nel negozietto sotto casa e confezionato su misura con amorevoli mani appositamente per me, tanto che finirò per innamorarmi della sarta e insieme avremo tanti bambini. E' etico comprare i blue-jeans? Socrate usciva in mutande. E' ovvio che con la morte del capitalismo gli americani smantelleranno le loro basi in Italia e in val di Susa non passerà la TAV, problemi fondanti della filosofia, questioni della prassi.