domenica 8 novembre 2015

Scorciatoie

Perché i partiti non riescono più a esprimere candidati che vengono dalla politica ma vanno a pescare sempre più nei consigli di amministrazione? Perché la figura del politico è screditata, certo, perché è in crisi di credibilità, perché con la fine delle grandi ideologie l'unica rimasta in piedi è quella economica, non tanto per meriti suoi ma per la necessità di produrre reddito, perché in fondo di questo si vive. Cosicché è demerito della politica pensare di prendere una scorciatoia e affidare la gestione della cosa pubblica a chi già si è distinto nella gestione della cosa privata, pensando di rivolgersi ai cittadini come ci si rivolge ai consumatori, è il dominio della forma-merce, direbbe il filosofo (è implicitamente un modo per dare ragione al barbuto di Treviri, il quale sosteneva la precedenza della struttura economica su tutte le altre). Come a dire: ecco, il re è nudo, infine! Se il fatto originario è l'economia, allora diamo agli economisti e agli amministratori delegati le redini della cosa pubblica, accorciamo la filiera, andiamo al sodo. Un altro abbaglio. Certo, potrà capitare che un buon amministratore privato riesca bene anche nel pubblico, ma non necessariamente e non nella misura auspicata dalla politica. Piuttosto dovrà imparare, la politica, a darsi da fare per riconquistare la dignità perduta senza pensare di cavarsela prendendo la via più breve (personalmente sono pessimista ma non faccio testo, ai pessimisti non è dato scendere in politica).