domenica 15 novembre 2015

Milites pro civium salute

In verità io non credo nemmeno nel libero arbitrio, quindi dirmi liberale non sarebbe propriamente corretto, senonché trattasi di precisazioni risibili che non interessano perlopiù a nessuno se non ai filosofi che fanno questioni di lana caprina. Cercare continuamente conferma della propria identità ideologica (oltreché ontologica) è poi un lavoraccio, oltre a un certo limite denota pure qualcosa di patologico, in aggiunta la civiltà è a rischio, dicono, per cui bando alle ciance e confidiamo nei milites a cui va tutto il nostro appoggio. C'è da dire che non credo nella civiltà dei buoni sentimenti, nell'accoglienza ai profughi per volontà della misericordia, tendo a credere di più ai reciproci interessi che olisticamente si intrecciano e vanno a formare un superiore interesse generale (se questo non è liberale!). Ma al diavolo le definizioni. La verità è che non smetterò mai di sentirmi un vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro e che continua a riecheggiarmi nella mente quel passo delle "Storia d'Italia" citato solo qualche giorno fa: «Un popolo reso conservatore dal benessere, e cittadino e sedentario dalla civiltà, comincia ad accarezzare il sogno della sicurezza, e per realizzarlo, non potendosi più affidare alle proprie virtù militari, si affida alla Tecnica». Speriamo che basti.