lunedì 2 novembre 2015

Comparazione

Siamo o non siamo una democrazia più compiuta rispetto a quella turca? Relativamente alle pressioni sulla stampa possiamo dire che non ci sono paragoni, che qui da noi Brunetta, Sallusti, Belpietro e Travaglio sono liberi di fare il loro mestiere, che casomai il problema è nella qualità degli attori, fatto che fino a prova contraria non costituisce rilevanza penale. Si ricordi poi che siamo una democrazia relativamente giovane, che l'alternanza dei partiti è per noi qualcosa di relativamente recente e che fino all'altro ieri la vita politica del paese era egemonizzata da un solo partito di ispirazione cattolica, per cui ci vuole pazienza, quarant'anni di monocolore DC non si smaltiscono dalla sera alla mattina (detto questo, l'attuale clima in Turchia ricorda i nostri anni di piombo). Io poi continuo a pensare che giunti al punto in cui siamo il vero pericolo per la democrazia non provenga tanto dalla brama di potere in sé e per sé quanto dall'idea che per inseguire l'efficacia dei provvedimenti, in un clima di crisi permanente e di perenne inderogabilità, essa sia disposta a rinunciare in tutto o in parte alla rappresentanza (a monte sta poi l'errore più macroscopico, cioè pensare che la democrazia possa davvero mantenersi all'altezza del significato racchiuso nel suo etimo).