sabato 21 novembre 2015

Dum spiro, spero

Diceva l'ontologo che è impossibile essere altro da sé, e questo intendevo dire, che a questo punto non ci si può nascondere e mimetizzarsi sperando di non dare troppo nell'occhio. Non c'è via di scampo, questa volta il problema andrà affrontato. E sapendo di che pasta siamo fatti, specialisti delle strade tortuose e maghi del piede in due scarpe, prevedo la solita ammuina. Una condanna chiara non la potremo mai esprimere, nessun percorso lineare, ci sarà sempre un "ma" e un "però" a ricordarci che siamo corresponsabili, che in fondo trattasi della giusta punizione, della nemesi che ristabilisce l'equilibrio in un mondo che pende tutto ad occidente. Per cui da una parte chi è genuinamente convinto di essere "dalla parte giusta della storia", che i valori occidentali convengono a tutti perché espressione dei diritti umani universali, dall'altra chi proprio non gliela vuole dare vinta e si fissa sull'ipocrisia, come a rimbrottare il soldato che se ne va alla guerra con i calzini spaiati. Io dico: quando la minaccia è grande sarebbe opportuno lasciare da parte i bisticci, casomai dopo, a bocce ferme e se mai riusciremo a spuntarla, riprenderemo il discorso dal punto in cui l'avevamo lasciato, ma è fiato sprecato.