giovedì 23 luglio 2015

L'epoca senza qualità

Giacevano già da qualche tempo, irrisolte, questioni della massima importanza riguardanti i destini della nazione. Per la verità qualcosa era stato fatto ma sempre frettolosamente e senza seguire un piano preciso, incalzati dall'urgenza e sotto il ricatto dell'improrogabilità. Un partito nuovo ma per la verità un po' decrepito, nato dall'ineluttabile collisione fra tradizione comunista e cattolico-sociale, se la doveva vedere con un movimento anti-sistema nato su internet per l'iniziativa di un comico genovese, il quale attendeva ormai solo il momento più propizio per incassare il frutto di certe sue roboanti filippiche contro le banche e il nuovo ordine mondiale. Era tutta una gara ad essere i più nuovi, con un terzo incomodo a far da collettore di frustrazioni da riversare preferibilmente su rom e negri africani (esclusi i terroni ma per mero calcolo elettorale). Isoterme e isobare non si comportavano a dovere, si preparava un temporale. Il leader del partito nuovo, oramai vittima della sua stessa inconsistenza, già mostrava evidenti segni di logoramento, la pancia della nazione lo incalzava facendo leva sul diritto dei suoi borborigmi. 

[continua; ma se non interessa possiamo sempre descrivere un altro paese]