domenica 26 luglio 2015

Indolenza

Sono in vacanza, non ho voglia di scrivere, sto leggendo Musil e Svevo, mi rilasso. E' da un pezzo che non sento più la necessità di appartenere a una parrocchia, che sia di destra o di sinistra, progressista o conservatrice, socialista o liberale, con gli anni tutto s'allenta, o quasi (che i desideri non invecchiano quasi mai con l'età). Assecondare la deriva del proprio essere, questo il massimo del lusso, magari in piacevole compagnia. Così che nessuno possa accusarti di apostasia, di alto tradimento verso questo o quell'ideale. La fatica che devono fare certi intellettuali engagé, che ad ogni intoppo o imprevisto della storia si trovano costretti a ricostruire le mura del loro fortino e a testarne di continuo resistenza e impenetrabilità. Vi è una tale sovrabbondanza di argomenti nella realtà che risulta poi difficile trattenerli in un'unica e organica visione, come di chi tenta di trattenere in grembo i frutti di un albero troppo grande e finisce inevitabilmente per sparpagliarli lungo la strada. Ma già uno sbadiglio m'avverte che ho profuso fin troppe energie, per cui buonanotte.