lunedì 6 ottobre 2014

Se tutta la volontà è destinata a morire con il corpo

Da un lato i cristiani che mestamente perdono la guerra contro la modernità, s'alleano, ne discutono, tentano di contaminarla ma molto meno di quanto non ne siano contaminati, dall'altro gli atei che trionfanti sparano sulla croce rossa e si attaccano alla vita con la smania di chi non ha altro a cui attaccarsi: mangia, scopa, brama (diviértase! diviértase!), come non esistesse altro che il corpo... come m'annoiano, superiormente. Tolta all'ateo la libertà di volere, tolto tutto, sarebbe come togliere il dio al credente, è l'ultimo totem, dopo la libertà il diluvio. Quindi capisco bene che fare dei discorsi un po' strampalati sull'opportunità di credere nella libertà non ci renda molto popolari, come fra gli atei così fra i cristiani (per cui Dio ci lascia liberi di sbagliare), ma tant'é, giunti a questo punto la cosa è d'importanza molto meno che secondaria. Se tutta la volontà è destinata a morire con il corpo allora la cosa non è affatto eroica ma piuttosto patetica, è la ragione per cui Nietzsche mi appare così indigeribile al momento, con tutte le letture che ne hanno voluto dare, dalla ribellione antiborghese (che oggi vale quanto un mangianastri) alla volontà di dominio degli spiriti superiori sopra quelli inferiori, tutti in balia di questa affezione dello spirito un poco megalomane ma che ha il merito, almeno, di restituirci eventualmente un po' d'importanza (l'autostima, è tutto quel che ci rimane).