venerdì 1 novembre 2013

In buona sostanza, il ministro Anna Maria Cancellieri si sarebbe interessata, come atto dovuto, alla salute psicofisica di Giulia Ligresti, incarcerata in seguito a un non meglio precisato coinvolgimento in non so bene che affare - una vicenda kafkiana -, tramite l'amicizia con la compagna del padre Salvatore. Giulia Ligresti rifiutava il cibo, gli stessi operatori del carcere si erano preoccupati, Anna Maria interviene, ma così, con una semplice telefonata di cortesia, e da lì si solleva un polverone. Il problema che ci poniamo è il seguente: può un fatto come l'amicizia accidentale fra un ministro degli interni e la compagna del padre di un'indagata costituire scandalo, può sollevare dubbi sull'opportunità e generare conflitto di interessi una semplice telefonata di cortesia? Immanuel Kant ci suggeriva, per capire se un'azione fosse morale o meno, di mettere alla prova l'imperativo categorico applicandolo a un fatto concreto: immaginate per un attimo di esservi trovati voi al posto della Sig.na Ligresti, cosa sarebbe cambiato? Che tolto l'accidens dell'amicizia ai cosiddetti "piani alti" in buona sostanza non vi sareste nemmeno posti il problema, per cui essere "cittadini comuni", come lo siamo tutti del resto, tolti gli accidens, ci rende automaticamente più virtuosi. E quindi, che motivo abbiamo di sollevare lo scandalo e di indignarci, e magari invidiare delle persone che a motivo di un fatto puramente accidentale vengono messe nella condizione di poter recar danno morale a sé e agli altri? Mi seguite? Noi comuni cittadini siamo al riparo da qualsiasi possibilità di conflitto, morale come di interessi, possiamo esserne felici e dormire il sonno dei giusti.

Cancellieri: no, so di essere in un Paese (incomprensibile).

Per l'On. Silvio Berlusconi invece nessuna pietà. Il Cavaliere per la telefonata ai poliziotti di Milano per liberare Ruby si è beccato in primo grado una condanna a 7 anni (sei per la telefonata e uno per la prostituzione minorile), ma a Torino hanno invece ritenuto l’intervento dell’ex ministro dell’Interno irrilevante dal punto di vista penale*. L'accidens qui sarebbe la minore età della "favoreggiata", ma, come ci insegna bene Friedrich Hegel, il grande filosofo tedesco, gli aspetti accidentali della realtà non possiedono in sommo grado l'attributo della reale esistenza.

Ma già anche per l'ordinario modo di pensare un'esistenza accidentale non meriterà l'enfatico nome di reale: l'accidentale che non ha altro maggior valore di un possibile, che può non essere allo stesso modo che è... (Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Enciclopedia delle scienze filosofiche).

Sono sicuro che anche Santanchè pensava ad Hegel. (Dio, quant'è difficile istruire la plebe e vivere in un mondo in cui anche le leggi della polis sono sorde agli insegnamenti della grande filosofia!).