domenica 24 novembre 2013

E' un periodo che sono affetto da riduzionismo psicologico, nel senso che tendo a ricondurre ogni questione a quella fondamentale malattia dello spirito che chiamo temperamento o carattere. Il carattere sarebbe quella perturbante condizione psichica attraverso la quale il mondo stesso si forma, quell'intuizione a priori per mezzo della quale ci facciamo una idea della realtà, un'idea di realtà del tutto personale e quindi più o meno velatamente maniacale. Ecco, per mettere alla prova questa abborracciata teoria, quale miglior soggetto di Silvio B.? E' un caso da manuale. Quando ho letto della manifestazione contro la decadenza ho pensato subito alla decadenza della civiltà occidentale, perché il mio sostrato maniacale mi porta abitualmente a considerare tutto in relazione ai grandi sistemi, mentre Silvio B., evocando la decadenza, pensava principalmente alla sua propria, e non già decadenza morale, ma funzionale, funzionale a una delle sue molte cariche. Non sono io a dirlo, Silvio B. pare sia affetto da smisurato egocentrismo accompagnato da manie di grandezza, per cui è facile capire come quell'invito in buona fede di Don Mazzi, in sostanza l'invito di ritornare a coltivare pomodori e pulire bagni per spogliarsi francescanamente della maschera dell'uomo di potere e riscoprire il vero senso della vita, sia stato frainteso. Come può uno come me, dice Silvio B., una persona di una certa età che ha ricoperto incarichi internazionali e ruoli di responsabilità per tanti anni, ancora più anni del mitico Alcide De Gasperi, pensare di tornare a pulire i cessi? (ammesso che ci sia stato un tempo in cui li ha puliti). Don Mazzi ci ha provato, redimere è in fondo la sua missione, missione fallita (anche l'Übermensch, in fondo, non li ha mai puliti, fatto salvo di trovarsi poi nell'umiliante condizione di farsi pulire il culo).