domenica 10 novembre 2013

Il terrore, il veleno che diffonde la certezza della morte penetrando nelle carni, le nevrosi, le depressioni, le malattie che suscita nell'uomo moderno: tutto è nulla, e «la vita è il tentativo (fallito) di non esserlo». Se siamo vivi lo siamo per un caso o per una necessità contingente e senza scopo. Quindi non un nulla nel senso che siamo sempre un niente (siamo pur sempre un qualcosa finché siamo vivi), ma un nulla in quanto esposti in ogni istante alla possibilità del nulla (dunque un qualcosa di fatto ma un niente in sostanza). Da qui certi rimedi che hanno il sapore di una presa per il culo: vivi ogni istante come se fosse l'ultimo! (capirai l'entusiasmo!). Il più coerente fra noi dovrebbe vivere ogni istante immerso nel terrore, il memento mori è troppo poco, implicitamente include la consolazione di essere ancora in vita. Poi però contrai una responsabilità nei confronti di qualcuno, ti dai un senso, ti impegni a prendertene cura e in cuor tuo ti dici: «ora non ho tempo per pensarci».