lunedì 18 novembre 2013

Ho perso Il mondo come volontà e rappresentazione, non lo trovo più, in compenso ho trovato La trama del cosmo - spazio, tempo, realtà di Brian Greene (serendipità, non mi ricordavo nemmeno di averlo), che parla di tutto quello che mi interessa al momento: entanglement, natura dello spazio e del tempo, collasso della funzione d'onda e M-teoria.

«Gli eventi quindi sono, indipendentemente da come o quando si verifichino. Esistono tutti, e occupano in eterno il loro punto specifico nello spaziotempo. Non c'è alcun flusso. Se alla festa di Capodanno del 1999 vi siete divertiti molto, significa che vi state ancora divertendo perché quella è solo una posizione immutabile dello spaziotempo. [...] Per l'esperienza conscia sembra indubbiamente che le fette temporali ci passino davanti una a una. E' come se la nostra mente fosse la luce del proiettore: singoli momenti esistono quando vengono illuminati dall'energia della coscienza. [...] Analogamente, ogni momento dello spaziotempo, ogni fetta temporale, è come uno dei fotogrammi fissi del film: esiste al di là che una luce lo illumini o no. [...] A un esame più attento, dunque, l'immagine della luce del proiettore che dà vita a ogni nuovo adesso non regge. Viceversa, tutti i momenti sono illuminati, e tutti restano tali. Ogni istante esiste

(Emanuele Severino). (Brian Greene).

«Einstein era restio ad accettare un cambiamento di prospettiva tanto radicale. Rudolf Carnap riferisce un'interessante conversazione avuta con lui a tale proposito:

Il problema degli istanti lo tormentava seriamente. Per lui l'esperienza dell'adesso aveva un significato particolare per l'uomo, era qualcosa di sostanzialmente diverso dal passato e dal futuro, ma questa importante differenza non rientrava nell'ambito della fisica, né del resto poteva farlo. Il fatto che quest'esperienza non potesse essere studiata dalla scienza sembrava essere per lui motivo di dolorosa ma inevitabile rassegnazione