domenica 9 marzo 2014



Sono in corso a Sopot, Polonia, i mondiali di atletica indoor. Nessuno pare imbarazzato dal fatto che nel paese che fu del beato Karol Wojtyła donne che hanno consacrato la loro vita alla ginnastica si sfidino in top e mutandine così striminziti che non ci si stupirebbe se qualche accorto campione del nichilismo imperante venga a suggerirci di farle addirittura gareggiare nude, come fu per gli uomini dell'antichità greca e pagana. Scomparsi i seni e le morbide curve dei fianchi che in Rubens ineggiavano alla fecondità, rimasti solo i ventri piatti e i muscoli e i tendini che non inducono certo a pensare che in quelle rinsecchite macchine cartesiane sia rimasto alcun sogno o desiderio di famiglia e di maternità. Non mi dilungherei qui sulla moda delle diete e della magrezza a tutti i costi, del corpo svuotato delle sue qualità spirituali per assecondarne solo le proprietà fisico-meccaniche, non ha più senso, la guerra è persa a tal punto che non farebbe scandalo se invece del salto in alto fossero introdotte alle prossime olimpiadi le nuove discipline del salto delle mestruazioni e dell'interruzione volontaria della gravidanza, amen.