giovedì 29 dicembre 2016

Indolenza

Triste lo sono sempre, come condizione naturale, ma col tempo la disperazione calda della gioventù ha lasciato il posto alla rassegnazione tiepida della "maturità", ma giusto per un venir meno delle forze. Non è la speranza in un mondo migliore che agita i miei sonni, non le questioni politiche, non l'uguaglianza degli uomini di fronte alla legge, casomai è l'uguaglianza degli uomini di fronte alla morte, questa impossibilità di scampare alla vita, di uscirne senza crepare. In definitiva vivere mi dà tristezza, morire mi dà sgomento, sperare non mi è di consolazione. Però il tutto è più attenuato e meno doloroso, principalmente per indolenza. In altre parole si perde la sensibilità, si rincoglionisce, ci si prepara al salto nel buio. Se ci riesco mi ammazzo prima, non è così semplice.