domenica 1 febbraio 2015

La calunnia (il grillino impoverito)

Cominciò Grillo accusandolo di aver taciuto sull'uranio impoverito, come a voler insabbiare la faccenda, ma sia Il Fatto* che l'Unione Sarda* di fatto lo smentiscono. Ora è la volta di Nicola Porro a scoprire un altro altarino, in un post* pubblicato su un blog che in quanto ad errori di ortografia batte persino il mio.

"Quando toccava piazarla alla Corte costituzionale non si riusciva proprio ad eleggerlo, ma all’ultimo per un solo voto ce la fece. Fu determinante la straordinaria ministra Madia, che aveva appena partorito, e che eroicamente si presentó in aula per votarlo. Forse consigliata proprio da mattarella. Non sergio, prossimo presidente, ma bernardo giorgio, suo figlio, che dopo tre anni diventó capo dell’ufficio legislativo del ministero della madia. L’italia é cosí siamo tutti parenti, tutto si tiene. E tifosi. Mattarella varrá bene un brindisi alla faccia del Cavaliere." (almeno i nomi in maiuscolo!).

Eh be', vai a capire se ci fu un piano veramente architettato oppure semplice scambio di curricula, se schizzo di fango fu, arriva appena al ginocchio (comunque sia siamo appena all'inizio e vedrete che da qui al 2022 qualcuno troverà pure il modo di chiedere l'impeachment). Piuttosto suggerirei a Grillo e al suo movimento di muovere obiezioni politiche prima ancora che etico-morali, di muoversi un po' meglio sullo scacchiere invece che giocare esclusivamente sulle suggestioni, e glielo suggerisco con piacere, certo di non essere ascoltato (il comico è moralista, non può scendere a compromessi, specialista della pars destruens, in quanto a construens è nullo, quasi che scendere sul piano della realtà fosse sintomo di corruzione e di malvagità).