giovedì 5 febbraio 2015

Die Geburt der Tragödie

Ieri mi dicevo: la Bce chiude i rubinetti e adesso vediamo cosa s'inventa quel bell'imbusto di Varoufakis, il Trentalance del Pireo. Segnalare il caso ad Amnesty o continuare a sganciare soldi? Oggi il fusto cala le brache e la butta sul patetico.

"Quando stasera tornerò nel mio Paese - ha detto Yanis Varoufakis - , troverò un parlamento in cui il terzo partito non è un partito neonazista, ma nazista", ha detto sollecitando la comprensione dei tedeschi e facendo un paragone fra la Grecia depressa di oggi e la Germania degli anni Trenta. "Nessuno può capire meglio della Germania".

Il fatto è che questi continuano a mendicare prestiti in Europa per foraggiare la rivoluzione in patria, e un po' come il Grillo che teneva a bada le folle, guai all'Europa se Syriza non tiene salde le redini della nazione, dietro l'angolo ci sono i nazisti! E tutto questo perché avevano truccato i conti pur di restare in Europa e farci bella figura, per un gigantesco complesso di inferiorità (o per una palese inadeguatezza dei popoli meridionali a ragionare in termini di efficienza settentrionale). Gli umanisti commettono l'errore fatale di idealizzare la Grecia per via del suo grande passato, il quale sempre viene idealizzato e in qualche modo edulcorato a scopi edificanti, sterilizzando il sangue e la merda della storia viva per costruirci sopra il monumento alle virtù antiche. Signori, aprite gli occhi, i greci di oggi non sono che l'ombra della loro antica gloria (impossibile mantenersi all'altezza del mito) e i guai se li vanno a cercare con il lanternino, quello di Diogene, che a forza di cercare l'uomo s'è ritrovato invece le rogne.