sabato 7 febbraio 2015

Die letzten Tage der Menschheit

Nell'ordine, la stanca Europa capitolerà prima sotto i colpi di Putin, le cui mire espansionistiche nell'era del deprezzamento del rublo sarebbero pari solo a quelle di Hitler nell'era delle inique sanzioni, in un agghiacciante corto circuito storico. Poi arriveranno quelli dell'Is. O prima l'Is e poi Putin. Se non Putin e l'Is allora la crisi economica. Se non la crisi, la noia. Strano che Houellebecq non abbia ancora scritto un libro sulla Francia invasa da Putin, devastata dall'ebola, occupata dall'Is e consumata dalla crisi economica, così da proiettare le sue ansie da intellectuel épuisé sul piano geopolitico (visto? La mia crisi è anche la vostra!). E poi Obama, ce lo vogliamo mettere anche Obama? Questo vuole rifare la guerra fredda in casa nostra. E' dal Vietnam che le spassionate guerre di liberazione americane finiscono in un disastro e adesso vorrebbero riprovarci con gli ucraini in quanto più affini culturalmente. Dico, e la Libia, finita così? Scoperchiando l'ennesimo vespaio e i cocci sono nostri? Le guerre o si fanno seriamente o niente, altrimenti ne vengono fuori dei papocchi (Il Nobel per la Pace, dicevano...).