mercoledì 25 gennaio 2017

Il futuro, prima o poi, torna

Il futuro, prima o poi, torna. Nel frattempo torna il passato: giusto così. Attualmente sono più preoccupato per le mie extrasistoli, c'ho il cuore che fa contatto con lo stomaco, staremo a vedere (quest'anno va così). Quando non mi salta il cuore attendo al mio lavoro e leggo, leggo molto perché mi è ritornata la voglia di leggere, la quale è diametralmente opposta alla voglia di scrivere (più che altro mi manca il tempo per curare le due fasi). Il realtà scriverei anche, ma più che altro per i fatti miei, piccoli abbozzi di realtà, descrizioni di un attimo, ecc. Oppure attorno a questioni esistenziali: da dove viene l'ansia? Ma da scompensi della chimica dell'organismo, dice la scienza. E chi gliel'ha detto all'organismo di comportarsi così? Qui la scienza rimane muta, te la devi sbrigare da solo, e poi ha pure il coraggio di pigliarti in giro, la scienza, se ti inventi oggetti metafisici, quali, ad esempio, la Volontà, per giustificare i tuoi tormenti. Diceva Flaiano: «Sei stato condannato alla pena di vivere. La domanda di grazia, respinta». Sono sensibile alla bellezza del concetto, nella Volontà ci vedo un disegno coerente, esista o meno, il mio spirito affinato la rende plausibile.