domenica 27 gennaio 2013

La vecchiaia è sempre insonne, come se, da quanto più tempo un uomo è legato alla vita, tanto meno abbia alcunché da spartire con cose che somiglino alla morte. Fra i comandanti di mare, quelli più vecchi, con la barba grigia, lasciano più spesso la loro cuccetta per salire sul ponte avvolto nella notte. (Moby Dick). A meno che in vecchiaia il comandante di terra non sia costretto a stare davanti al computatore per nove ore e mezza di fila, mangiando una galletta o un mezzo panino davanti al monitore, con il solo conforto di un paio di pisciatine fugaci per sgranchirsi le gambe e alzarsi un poco dalla sedia. Sulle baleniere la vita era dura, alle scrivanie la vita è più straniante, cosicché anche in vecchiaia, una volta riportate le ossa in cabina, il sonno viene da sé e senza alcuno sforzo, pur nel generale ingrigimento della barba e dei capelli. Quanto allo spermaceti, quello è un lontano ricordo.