mercoledì 9 gennaio 2013

Il qui presente Hobbit, abituato a vivere nel suo buco e fra le sue cose, per nulla desideroso di intraprendere avventure o prodursi in viaggi che mettano a soqquadro le sue abitudini, malgrado la sua ferma intenzione di starsene tranquillo è tuttavia costretto periodicamente ad entrare in contatto col mondo e con le cose della vita. Ora, scansate le fastidiose elezioni nella Contea (ha appeso alla porta un cartello e si è fatto prestare un paio di cagnacci dal vecchio Maggot), gli restano comunque da sistemare alcune questioni che gli sono piombate addosso contro la sua volontà. C'è un mondo aldilà del Brandivino che ragiona con le sue logiche e che finisce per coinvolgere nei suoi tramestii anche le persone tranquille, eserciti di stronzi che ti calpestano il giardino quando proprio non ti buttano giù la casa. I cavalieri neri ti inseguono, i Nazgul, senza bisogno di portare addosso l'anello, lo fanno quasi per una loro intima necessità che poi è quella di tutti: farsi largo a tue spese. Che fare? Anche i più tranquilli verranno chiamati alla lotta e in qualche modo, seppur non abituati a lottare, faranno del loro meglio per difendere il piccolo spazio che si sono ritagliati in quella terra di mezzo che chiamano vita. Un giorno o l'altro ve la spiegherò meglio.

(Dicevano che nulla si crea e nulla si distrugge, lo spazio è sempre quello, ciò che sottrai a uno lo guadagna un altro, e viceversa. Siamo come piccole bolle di sapone che cercano di restare in tensione sulla superficie della vita, c'è chi aspira ad allargarsi e chi invece si accontenterebbe di rimanere nascosto nella speranza che non lo notino. Poi un bel giorno arriva una grande mano che tira lo sciacquone e tanti saluti a questa immane fatica, avanti un'altra schiuma, effimera, come tutte le altre).

(Oggi mi sento ottimista).