domenica 4 giugno 2017

Riabilitazione

Un apologeta è un apologeta, fa il suo mestiere. Così quando di tanto in tanto mi capita di spiluccare "Storia dell'Inquisizione" (Il Sapere, 100 pagine 1500 lire, Tascabili Economici Newton, 1997) non mi sorprendo più di tanto delle tesi ivi esposte. "Dove più s'incupisce il nero della leggenda è a proposito della tortura", scrive l'autore. Primo: la tortura la praticavano tutti (e va be'), veniva anche usata nei tribunali laici per estorcere confessioni (i laici medievali te li raccomando). Secondo: L'inquisizione non irrorava direttamente le pene, quello spettava al braccio secolare (cambia tutto). L'eretico pertinace, in quanto tale, veniva condannato subito al rogo e basta (mi hai tolto un peso). Terzo: esistevano particolari confraternite che avevano il compito di proteggere i condannati condotti al patibolo dalle intemperanze della folla inferocita (ma quale tortura?). Mi hai convinto: l'Inquisizione non era poi così brutta come la dipingono i moderni.