sabato 9 aprile 2016

Democrazia senza onore

C'è un articolo della Costituzione, scrive Stefano Rodotà su Repubblica, che abbiamo un po' perso per strada (non sarà l'unico), è l'articolo 54 che recita così:

Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

D'accordo dunque il rispetto delle leggi, scrive, ma non basta che non vi sia nulla di penalmente o amministrativamente rilevante nel comportamento di un politico o uomo di potere perché sia da considerarsi onesto e corretto, occorre aggiungere un ingrediente in più, l'onore. Senonché, scriviamo noi, l'onore è concetto troppo evanescente perché possa essere assunto come criterio morale e misura assoluta di liceità, l'onore è un sentimento popolare, si potrebbe dire, che è mobile qual piuma al vento. Temo che non ne verremo a capo, nella libertà che ci è concessa è compreso, volenti o nolenti, anche quel certo gioco, quella libertà di movimento, senza la quale certamente saremmo tutti etici al massimo grado, ma liberi al minimo (in fin dei conti un loro fortissimo senso dell'onore ce l'hanno pure i mafiosi, l'onore, in sé, significa ben poco).