lunedì 1 febbraio 2016

La posta

I gay non sono dei malintenzionati, è che pure loro cedono alle suggestioni della famiglia, ricadono nei tradizionali schemi sociali, cercano la normalità fra pannolini e biberon, e nemmeno si può pretendere di ingabbiarli nella figura dei libertini senza un domani, sarebbe comodo e per certi versi rassicurante, ma non corrisponde alla realtà. Il punto è che sulla famiglia entrano in competizione coi legittimi proprietari del marchio, e se a quelli gli togli il diritto di prelazione poi si incazzano, è l'unica cosa in cui si possono specchiare, altri argomenti non ne hanno. Per cui, alla fin fine, sotto lo scontro di superficie fra le avanguardie della modernità razionalista e i difensori della tradizione oscurantista che si oppone alla pratica dell'utero in affitto, cova la lotta per la posta in gioco di sempre, quella della discendenza di sangue. Chiamatemi cinico.