domenica 14 febbraio 2016

Diagnosi

Il predisposto geneticamente alla depressione, al netto delle cure palliative, si domanda perché mai gli è toccata in sorte questa condanna, e non riceve risposte. Sono resistente ai farmaci, non mi cura nemmeno il Prozac, sono un caso da studiare. Una volta ho fatto una cura per un mese o due di non so quale farmaco, alla fine del trattamento ero più malinconico di prima. Cambio farmaco, nulla, sempre quel groppo in gola che non se ne andava e la testa come avvolta in un nuvolone nero, uno sfasamento spazio-temporale, una sensazione di irrealtà, un passaggio di onde gravitazionali. "E' perché inconsciamente non vuole guarire", mi dicevano, "ci deve mettere del suo", e io mi domandavo come mai, se è solo questione di chimica, deve intervenire anche la volontà. Allora sono andato in analisi, altri soldi buttati. "Lei deve capire che ci deve convivere con la depressione", come il poveretto che nasce sciancato e non c'è nulla da fare, lo puoi rimettere un po' in sesto con la fisioterapia, ma poi la magagna riprende il sopravvento. Chi non conosce la depressione non può capire il guaio di non poter disporre dei propri stati mentali, non la si risolve con la buona volontà, non c'è rimedio.